VIVO D'ORCIA
                 E' l'insediamento urbano più popoloso e di un certo rilievo, posto all'altitudine più elevata del territorio del comune di Castiglione d'Orcia e di tutta la montagna amiatina. Localizzato sul torrente omonimo, le acque della cui sorgente dissetano gran parte della città di Siena e della Val di Chiana, è posto a circa otto chilometri dalla Via Cassia, antica Via Francigena. Il paese ha un aspetto moderno, caratterizzato da una anticasobrietà e presenta una particolarissima attrattiva per la sua posizione montana, per i suoi boschi, per i suoi torrenti sempre ricchi di acqua, caratteristiche che lo rendono centro climatico di notevole rilevanza turistica e climatica. Unito al paese nuovo e ad esso collegato, attraverso un suggestivo ponticello in muratura, si trovano un borgo medioevale, con un palazzo rinascimentale, che viene chiamati "Eremo del Vivo" o più comunemente "La Contea".
Il complesso risulta costituito da alcune abitazioni, probabilmente tardo medioevali, resti dell'antico Eremo camaldolese, e da un imponente palazzo rinascimentale, che sovrasta il tutto e che per niente contrasta con la quiete di tutto il paesaggio.
La terra abitata fin dal tempo neolitico è stata investita solo marginalmente dalle vicende storiche della terra italica. Gli Etruschie poi i romani vi hanno avuto qualche interesse saltuario e limitato nel tempo, e per niente hanno modificato le abitudini di queste genti montane. Fu monastero camaldolese fin dall'anno 1000, per poi passare sotto i Farnese nella prima metà del 1300, dopo le scorrerie degli orvietani in tutto il territori dell'Amiata. I Farnese cedettero queste terre poi ai Cervini di Montepulciano, che ne acquisirono la proprietà anche legale nel 1534, con il titolo di conti, loro conferito dal Granduca di Toscana.Il Cardinale Marcello Cervini, diventato Papa, anche se per pochi giorni, vi fece edificare un palazzo fortificato, sembra su disegno di Antonio Sangallo il Giovane. Inoltre provvide al restauro della antica e semplice chiesa camaldolese, ma con evidenti influssi romanico-lombardi, con la facciata in pietra di trachite su cui campeggia lo stemma dei Signori del luogo, i Conti Cervini. La località è suggestiva e accanto alla doppia fila di case coloniche, al lorp interno e nelle immediate vicinanze, sono ancora ben visibili resti di antichi opifici.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Rofanellone -- Paesi Vicini -- Casa Francesca