RADICOFANI

   Radicofani, localizzato nell'estrema zona meridionale della Toscana eposto sopra una rupe di roccia basaltica, che fa da spartiacque tra il bacino del fiume d'Orcia e quello del fiume Paglia, è uno dei luoghi sulla via Francigena più ricco di storia e di fascino paesaggistico. Il paese, posto ai piedi della rocca, nostante i continui rifacimenti, conserva ancora oggi tutta la suggestioneo dei piccoli bordi medievali con le sue case in pietra locale l'una accanto all'altra e con le strade strette ma straordinariamente luminose. La rocca èsenza dubbio assieme alla chiesa di San Pietro e la Posta Medicea è uno dei monumenti medievali più importanti di queste terre. La sua esistenza è documentata fin dal 978, la rocca fu ampliata nei secoli successivi e la sua costruzione fu terminata da Cosimo I dei Medici alla fine del 1500, quando ormai l'importanza militare di tali opere si era esaurita. Nel 1735 fu interessata da un incedio di vaste proporsione che la distrusse quasi completamente. Tuttavia già da molti anni e anche successivamnete i cittadini di Radicofani avevano trasformato la fortezza in cava di materiale da costruzione. Abbandonata a se stessa negli anni successivi è stata restituita al suo antico splendore con i restauri del 1829, e ancor più con quelli della fine del 900. Salendo sulla cima dei suoi bastioni, mai espugnati da esercito, si può ammirare un panorama immenso verso le terre laziali, perugine, aretine e senesi. Questo rendeva Redicofani, qualunque fosse il percorso della Via Francigena, sempre e comunque una località della massima importanza. Ecco perchè gli imperaratori ne vollero sempre il controllo attraverso gli abati germanici dell'Abbazia di San Salvatore dell'Amiata. A qualche chilometro si trova la frazione di Contignano, castello dei farnese nel trecento e possesso poi dei Salimbeni e della Repubblica Senese. Del castello ora riamangono solo due porte, un alto torrione e il basamento delle mura.
La storia di Radicofani è legata a quella di tutti gli altri paesi dell'Amiata. Antico borgo medievale, fu nella proprietà dei monaci di Abbadia S. Salvatore sin dalla fondazione del monastero. Questi affidavano il comando del paese ora a uno, ora a un altro signore locale. Solo con Ghino di Tacco, che ne fu padrone assoluto, fu castello autonomo, senza essere sottoposto all'Imperatore o ad altri potentati locali. Con il decadimento dell'Abbazia di San Salvatore passò brevemente sotto lo stato Pontificio, poi sotto la Repubblica di Siena e i Medici e infine venne a far parte del Regno d'Italia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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