PIANCASTAGNAIO

         Il suo nome ricorda l'albero di castagno, il frutto della castagna e i pianesi che avevano legata la loro esistenza a questo frutto. Un tempo non molto lontano, gli abiatanti della montagna amiatina avevano due alimenti quasi esclusivi: la castagna e la patata, così come allevavano due animali: la ciuca, il maiale. Gli uni e gli altri hanno permesso alla gente di trascorrere con dignità la loro esistenza. Il paese di Piancastagnaio è costituito da una zona vecchia o antica, posta dentro le mura, e da una parte nuova. Questa di recente insediamento urbano, si trova nel pianoro che sovrasta il paese vecchio ed è caratterizzata da grosse piante secolari di castagno e da villette di recente costruzione. La rocca Aldobrandesca, il seicentesco palazzo Burbon del Monte sono gli edifici più importanti della zona vecchia che è segnata da piazzette, da fontane, da strade strette e ripide e da porte con tipici frontali, alcuni di pregevole fattura, che ornano l'entrata anche delle case più umili. Nel paese nuovo si trovano il Convento francescano e la Chiesa di San Pietro in Castagno. Gli altri paesi che si trovano nel territorio comunale sono: Saragiolo, Tre Case, Pietra Lunga, Quaranta, Caselcorto, Ponte a Rigo. Numerose sono le case sparse, localizzate soprattutto nella Valla del Paglia e nelle pendici del Monte Amiata. Documenti scritti fanno risalire al 1300 la costruzione di un castello nella località di Piancastagnaio, anche se le origini del paese si suppone risalgano a periodi molto più antichi. La località nel medioevo e negli anni immediatamente succesivi conobbe le lotte fra i signorotti del luogo, come i Visconti e gli Aldobrandeschi di Santa Fiora e l'Abate di Abbadia San Salvatore o i Vescovi Conti delle città vicine. Ora primeggiarono gli Aldobrandeschi, ora gli Abati e abitanti di Abbadia S. Salvatore, ora gli Orvietani o i Senesi. Nel 1415 i proprietari terrieri del paese si sottomisero alla repubblica di Siena .Un secolo dopo entrò a far parte del Ducato di Casimo dei Medici. Sempre nel 1500 a Piancastagnaio è censita una numerosa comunità ebraica con una propria sinagoga. Ancora oggi viene ricordata la "leggenda dell'ebreina ", che racconta di una bambina, che divise in due la comunità, perché voleva battezzarsi. Lungo il Fosso dei Frati esiste un luogo chiamato Bagno degli Ebrei, a testimonianza delle ablazioni purificatrici ebraiche. Nel 1601 il Granduca Ferdinando nominò il marchese Giovanni Battista Burbon del Monte signore di Piancastagnaio e da allora le sue sorti rimasero legate al Granducato di Toscana. Nel 1867 il suo territorio entrò a far parte del Regno d'Italia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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