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         CASTIGLIONCELLO
         DEL TRINORO
 
Castiglioncello del Trinoro è una dello località piu interessani dal punto di vista paesaggistico della Val d'Orcia. Benché sia anche importante storicamente solo Porta Senese è l'unica struttura che rimane dell'antico passato oltre una chiesetta interessante architettonicamente, ma che nel tempo è stata completamente spogliata del sua arredo. Fu rifugio e ricettacolo di banditi e predoni che scorazzavano lungo la Via Francigena sin dal tempo degli antichi romani. Questa è stata la fama e il titolo che l'ha caratterizzata sino alla fine dell'ottocento, tanto da essere chiamata anche Castiglion dei Ladri, Castillioncellum Latrorum.
I Manenti, che nel XII secolo l'avevano donata all'Abbazia di San Piero in Campo, alla fine dello stesso secolo la contendevano ai monaci del Vivo ai quali era stata aggregata. Quando il monastero del Vivo nel 1226 pose i propri beni sotto la protezione di Siena anche Castiglioncello passò sotto il controllo dello stato senese. Gli Orvietani allora avanzarono pretese di possesso e nei documenti lo chiamano Castiglione dei Ladroni, mentre per i Senesi, allo scopo di avvalorare maggiormente le loro pretese, è Castiglione Senese. Successivamente alla battaglia di Montaperti i Senesi ne potenziarono la fortificazione. La Repubblica senese nel 1275 la cedette con altri castelli ai Salibeni in cambio dei finanziamenti ricevuti. Nel trecento per pochi anni lo occuparono i Perugini, per ritornare ai Salimbeni, che nel 1419, costretti da una sommossa popolare furono sostretti a riconsegnarlo a Siena. Le abitazioni non hanno mantenuto apprezzabili resti di strutture medievali, anche se continuano a conservare un innegabile fascino. Nelle giornate limpide esoleggiate si aprono alla vista in tutta lo loro bellezza la sottostante Val d'Orcia e il vicino Monte Amiata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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