ABBADIA SAN SALVATORE
              Abbadia S. S. è il paese più grande del territorio amiatino. E' localizzato in una piana sul versante orientale del monte Amiata. Si estende dalla vetta del monte sino al fiume Paglia. Pio II al ritorno da una visita in queste terre così le descrive nei "Commentari
" "La natura vi formò una vallata di circa 8 stadi, limitata da aspre rupi......... Gli antichi vi costruirono un borgo ben difeso da una fossa piena di acqua corrente "". L'insediamento urbano è formato dal paese vecchio, raccolto ad est, e da quello nuovo a ovest. Subito fuori, lungo la strada, che porta alla montagna, sorgono gli edifici della miniera, nella quale sino a qualche anno fa si estraeva il cinabro e dove lavoravano molti minatori badenghi. Sulla sommità del monte, che sovrasta il paese,si trova una monumentale croce di ferro, che fu eretta nel 1910. Il più importante edificio storico ed architettonico di Abbadia San Salvatore è l'Abbazia del Santissimo Salvatore,che fu fondata nel 743 dai monaci benedettini, che esercitavano, inizialmente, la propria autorità sulle terre contigue alla via francigena, strada che veniva percorsa da mercanti e pellegrini. La leggenda narra che il re longobardo Rachis, percorrendo la via francigena, salito lungo le pendici del monte Amiata a caccia di cinghiali, fu colpito da una luce abbagliante, proveniente da un abete e dall'apparizione del Salvatore. Il re, turbato da questa visione, fece costruire un'Abbazia su quel luogo, lui stesso si fece monaco benedettino. La moglie e la figlia si ritirarono nel convento che sembra si trovasse dove è ora la chiesetta dell'Ermeta. L'abbazia è ricordata perché vi sostò nell'800 Carlo Magno che andava a farsi incoronare imperatore da Papa Leone III, mentre il suo esercito era fermo in Val d'Orcia, colpito da peste. I monaci fornirono al re un infuso, ricavato da erbe raccolte nelle terre del Vivo, che miracolosamente guarì i soldati. Per questo al monastero furono assegnati moltissime terre imperiali, che andavano dal mar Tirreno agli Appennini. La costruzione abbaziale terminò nel 1036 sotto la direzione dell'Abate Vinizzone. Fu allora che raggiunse l'apice della sua potenza. Nel lungho periodo della sua esistenza, oltre che importante centro religioso, fu anche notevole sede polita, amministrativa ed economica, prima dello stato longobardo e poi dell'Impero germanico. I suoi abati furono prima di origine longobarda e poi tedesca. Nel 1299 l'Abbazia passò dai benedettini ai monaci Cistercensi perdendo gran parte del potere temporale e dei privilrgi, di cui sino ad allora aveva goduto. Il Granduca Leopoldo la soppresse nel 1782, espropiandola dei pochi beni rimasti. I Cistercensi vi ritornarono nel 1939 e ancora oggi vi abitano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 










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